Quali KPI deve monitorare un property manager?
I principali sono: tasso di occupazione, prezzo medio a notte (ADR), ricavo per notte disponibile (RevPAR), ricavo e margine per casa, durata media del soggiorno, anticipo di prenotazione, tasso di cancellazione, voto medio delle recensioni, tempo di risposta, costo per pulizia e, per l'azienda, case acquisite e proprietari persi. Vanno letti insieme, mese per mese e anno su anno.
Un KPI (indicatore chiave di prestazione) è un numero che ti dice se le cose stanno andando bene. Un property manager ne ha bisogno su due livelli: le case (quanto rendono, quanto sono apprezzate) e l’azienda (quanto guadagna, se cresce in modo sano).
Quali KPI servono per ogni casa?
| KPI | Come si calcola | Cosa dice |
|---|---|---|
| Tasso di occupazione | Notti vendute ÷ notti disponibili | Quanto è pieno il calendario |
| ADR (prezzo medio a notte) | Incasso delle notti ÷ notti vendute | A che prezzo vendi davvero |
| RevPAR | Incasso delle notti ÷ notti disponibili (oppure ADR × occupazione) | Quanto rende ogni notte, venduta o no |
| Durata media del soggiorno | Notti vendute ÷ numero di prenotazioni | Quante pulizie e quanti cambi servono |
| Anticipo di prenotazione | Giorni tra prenotazione e arrivo | Se i prezzi sono troppo bassi o troppo alti |
| Tasso di cancellazione | Prenotazioni cancellate ÷ prenotazioni ricevute | Quanto sono affidabili canali e politiche |
| Voto medio recensioni | Media dei voti sui portali | Qualità percepita, effetto sulla visibilità |
| Ricavo netto per casa | Incasso − commissioni − costi diretti | Quanto rende davvero la casa |
Le notti disponibili sono quelle effettivamente in vendita: vanno tolte quelle bloccate dal proprietario o per lavori.
Perché non basta l’occupazione?
Perché un calendario pieno a prezzi troppo bassi può rendere meno di un calendario meno pieno a prezzi giusti. Per questo si guarda il RevPAR, che mette insieme prezzo e occupazione. Ma nemmeno il RevPAR basta: non tiene conto di commissioni, pulizie e costi. Il numero finale da controllare è il margine per casa.
Quali KPI servono per l’azienda?
- Case in gestione e loro andamento nel tempo.
- Ricavo dell’azienda (le tue commissioni) e margine dopo personale e costi.
- Proprietari persi nell’anno (churn): perdere case costa più che trovarne di nuove.
- Nuove case acquisite e da quali canali arrivano.
- Costo per acquisire un proprietario: tempo e spese per firmare un nuovo contratto.
- Costo medio per pulizia e tempi di intervento per la manutenzione.
- Tempo di risposta ai messaggi degli ospiti.
- Contratti in scadenza e loro durata media.
Secondo la VRMA, l’associazione statunitense dei gestori di case vacanza, chi valuta un’agenzia guarda molto alla stabilità dei contratti e alla fedeltà dei proprietari: misurarle aiuta anche a far crescere il valore dell’azienda.
Un esempio
Un appartamento a Torino in aprile: 30 notti disponibili, 21 vendute, incasso delle notti 1.890 euro.
- Occupazione: 21 ÷ 30 = 70%
- ADR: 1.890 ÷ 21 = 90 euro
- RevPAR: 1.890 ÷ 30 = 63 euro
Se a maggio l’occupazione sale all’80% ma l’ADR scende a 75 euro, il RevPAR diventa 60 euro: più lavoro, meno incasso. È il segnale per rivedere i prezzi.
Ogni quanto controllarli?
- Ogni settimana: occupazione dei prossimi 30-60 giorni, messaggi senza risposta, pulizie in ritardo.
- Ogni mese: ADR, RevPAR, margine per casa, recensioni, cancellazioni.
- Ogni anno: confronto con l’anno precedente, case perse e acquisite, margine dell’azienda.
Confronta sempre lo stesso mese dell’anno precedente: aprile con aprile, non aprile con agosto.
In pratica
- Calcola occupazione, ADR e RevPAR per ogni casa.
- Controlla il margine per casa, non solo l’incasso.
- Segui recensioni, cancellazioni e tempi di risposta.
- Misura case acquisite e proprietari persi.
- Confronta sempre con lo stesso periodo dell’anno prima.
- Usa i numeri per decidere prezzi, personale e crescita.
