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Conviene abbassare la provvigione per prendere un cliente?

Aggiornato il ·

In breve

Di solito no, se lo sconto è sulla stessa offerta: riduce il margine per tutta la durata del contratto, abitua il proprietario a trattare e rende difficile alzare il prezzo dopo. Ha senso solo con una contropartita (meno servizi, contratto più lungo, più case dello stesso proprietario, avvio in un periodo morto) e dopo aver verificato che il margine resti positivo.

Quando un proprietario esita, la tentazione è dire «facciamo 17% invece di 20%». Sembra un piccolo sacrificio per chiudere. In realtà è una decisione che pesa su tutto il contratto, e spesso non era nemmeno il motivo vero dell’esitazione.

Quanto costa davvero uno sconto?

Esempio (stima) su una casa che incassa 20.000 euro lordi l’anno:

Al 20% Al 17%
Compenso annuo 4.000 € 3.400 €
Costi diretti tuoi (persone, software, spostamenti) 2.400 € 2.400 €
Margine annuo 1.600 € 1.000 €

Tre punti di sconto tolgono il 37% del margine, perché i costi restano uguali. In due anni sono 1.200 euro in meno, per lo stesso lavoro.

Perché di solito non conviene?

  • Il margine si riduce molto più dello sconto, come nell’esempio.
  • Il proprietario impara a trattare: alla prossima richiesta (una spesa, un rinnovo) tratterà di nuovo.
  • Il prezzo non risale: alzare la percentuale al rinnovo è molto più difficile che non abbassarla.
  • Gli altri proprietari lo vengono a sapere: nelle città piccole succede spesso.
  • Spesso il problema non era il prezzo: era fiducia, paura dei danni, un dubbio sulle tasse.

Cosa faccio invece di scontare?

Prima chiedi: «A parte il compenso, c’è qualcos’altro che la frena?». Se il problema è altro, risolvi quello. Se è davvero il prezzo, cambia l’offerta, non il prezzo della stessa offerta:

Contropartita Come funziona
Meno servizi percentuale più bassa senza check-in di persona, o senza gestione delle manutenzioni
Contratto più lungo per esempio due anni invece di uno, con preavviso più lungo
Più case lo stesso proprietario affida due o tre appartamenti
Periodo di prova primi tre mesi a una percentuale, poi quella piena, scritto nel contratto
Avvio in bassa stagione aiuta a riempire un periodo morto, con condizioni a tempo

Così lo sconto ha un motivo, e il proprietario non pensa che il prezzo pieno fosse gonfiato.

Quando ha senso scontare?

  • Il tuo margine resta sano anche dopo lo sconto.
  • La casa ti porta qualcosa in più: una zona nuova, un palazzo dove potresti avere altre case, una referenza importante.
  • C’è una contropartita scritta.

Se invece il proprietario chiede sconti, contesta tutto e minaccia di andare da un altro, valuta se è un cliente che vuoi davvero.

Un esempio

Claudia, gestore a Torino, riceve la richiesta di passare dal 20% al 15%. Chiede cosa frena davvero il proprietario: è la paura di spendere subito senza sapere se funzionerà. Claudia gli ricorda che la percentuale si paga solo sulle prenotazioni incassate, quindi nei mesi vuoti non paga compenso, e gli propone di restare al 20% rinunciando ai 250 euro di avvio in cambio di un contratto di 18 mesi. Il proprietario firma alla stessa percentuale.

In pratica

  • Calcola quanto margine perdi con ogni punto di sconto.
  • Chiedi cosa frena il proprietario oltre al prezzo.
  • Cambia l’offerta invece di scontare la stessa offerta.
  • Chiedi una contropartita scritta per ogni sconto.
  • Mantieni prezzi coerenti tra proprietari.
  • Considera di rinunciare a chi tratta su tutto.

Fonti

  1. Hostaway - Cos'è la commissione di gestione (management fee)
  2. PriceLabs - Capire le commissioni dei property manager per affitti brevi

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