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I sensori di rumore negli affitti brevi sono legali?

Aggiornato il ·

In breve

Di norma sì, se misurano solo il volume in decibel e la durata del suono senza registrare audio, se non stanno in camere da letto e bagni e se li dichiari agli ospiti. Airbnb li ammette a queste condizioni. Un dispositivo che registra conversazioni è un'altra cosa: in casa è vietato dai portali e rischioso anche per la legge.

Le regole su questo tema stanno cambiando: verifica sempre con il tuo Comune, la Regione o un commercialista prima di agire.

Un sensore di rumore è un piccolo apparecchio che misura il volume in una stanza e ti avvisa sul telefono quando resta alto troppo a lungo. Serve soprattutto a intercettare una festa prima che diventi un problema con i vicini. La domanda giusta non è se il sensore sia legale in sé, ma che cosa raccoglie e come lo dichiari.

Cosa ammettono le piattaforme?

Airbnb permette i misuratori di decibel all’interno della casa, purché:

  • misurino solo livello e durata del suono, senza registrare audio;
  • non siano in camere da letto, bagni o zone notte;
  • la loro presenza sia dichiarata nell’annuncio (non serve indicare il punto esatto).

Qualsiasi dispositivo che registri o trasmetta audio o video all’interno, invece, è vietato. Su Booking.com indica i dispositivi nella sezione sicurezza della struttura e controlla le regole aggiornate nell’Extranet.

E la legge italiana?

Non c’è una norma o una decisione del Garante dedicata a questi sensori. Si ragiona con i principi generali:

  • Privacy: un sensore che misura solo i decibel, senza audio, raccoglie pochissimo o nulla che identifichi una persona. Il rischio cresce se l’apparecchio conta anche i telefoni presenti, rileva i movimenti o conserva dati collegati alla prenotazione: in quel caso valgono le regole del GDPR su informativa, minimizzazione e tempi di conservazione.
  • Codice penale: procurarsi con strumenti di ripresa sonora notizie sulla vita privata di chi abita un luogo può essere reato (art. 615-bis c.p.). Un microfono che registra conversazioni in casa è quindi da evitare in ogni caso.

Prima di comprare, leggi la scheda tecnica e cerca la frase “non registra audio”. Se il sensore ha funzioni extra, disattiva quelle che non ti servono.

Come si informa l’ospite?

Una frase semplice, in annuncio e nella guida di benvenuto, basta a evitare sorprese: “Nel soggiorno c’è un misuratore di rumore che rileva solo il volume, non registra suoni né conversazioni, e ci avvisa se il volume resta alto a lungo dopo le 22”. La trasparenza scoraggia le feste più del sensore stesso.

Un esempio

Chiara gestisce un trilocale a Bologna in un condominio con vicini attenti. Installa un misuratore di decibel nel soggiorno, lo dichiara nell’annuncio e imposta un avviso se il volume supera la soglia per più di 15 minuti dopo le 22. Un sabato arriva l’avviso: Chiara scrive agli ospiti dalla chat, che abbassano la musica. Il giorno dopo nessun vicino si lamenta.

In pratica

  • Scegli un sensore che misura solo i decibel e non registra audio.
  • Non metterlo in camere da letto e bagni.
  • Dichiaralo nell’annuncio e nella guida di benvenuto.
  • Disattiva funzioni che raccolgono altri dati, se non servono.
  • Prepara un messaggio standard da mandare quando arriva l’avviso.
  • Se il sensore raccoglie più dati, chiedi a un consulente privacy come informare gli ospiti.

Fonti

  1. Airbnb Centro assistenza - Limiti a telecamere e altri dispositivi (articolo 3061)
  2. Garante privacy - Videosorveglianza e principio di responsabilizzazione
  3. Art. 615-bis codice penale - Interferenze illecite nella vita privata (Brocardi)

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