Script per chiamare un proprietario di casa: cosa dire?
Una buona telefonata a un proprietario dura pochi minuti e segue cinque tempi: presentazione e motivo della chiamata in due frasi, permesso di continuare, due o tre domande sulla casa e sui suoi obiettivi, una proposta piccola (stima gratuita o sopralluogo) e un appuntamento con giorno e ora. Si parla poco di sé e si ascolta molto.
Questa pagina contiene uno script completo per la prima telefonata a un proprietario: chi ha chiesto informazioni, chi ti ha risposto a un messaggio lasciandoti il numero, chi ti è stato presentato. Per la chiamata di approfondimento con un proprietario già interessato c’è la pagina sulla call di selezione.
Un’avvertenza prima dello script: le chiamate commerciali a chi non ti ha mai dato il suo numero sono il terreno su cui il Garante privacy ha già sanzionato diverse agenzie immobiliari. Lo script rende al meglio con persone che si aspettano la tua chiamata.
Come è fatta la telefonata?
| Fase | Durata | Obiettivo |
|---|---|---|
| 1. Apertura | 15 secondi | chi sei e perché chiami |
| 2. Permesso | 5 secondi | sapere se può parlare ora |
| 3. Domande | 2-4 minuti | capire casa, situazione, obiettivi |
| 4. Proposta | 30 secondi | una sola cosa concreta |
| 5. Appuntamento | 30 secondi | giorno, ora, canale |
Cosa dico in apertura?
«Buongiorno, sono Marco Ferri, gestisco appartamenti in affitto breve qui a Bologna per conto dei proprietari. La chiamo perché ieri mi ha scritto per il bilocale in zona Saragozza. Ha due minuti adesso o preferisce che la richiami?»
Nome, cosa fai, dove, perché chiami lui. Poi chiedi il permesso: se dice che non può, fissa subito un orario («Va meglio domani alle 18?»).
Quali domande faccio?
Poche e aperte. Scegline tre:
- «Mi racconta com’è la casa e com’è usata oggi?»
- «Cosa l’ha fatta pensare agli affitti brevi?»
- «C’è qualcosa che la preoccupa?»
- «Ha già un’idea di quanto vorrebbe ricavarne?»
- «Ci sono periodi in cui vuole usarla lei?»
- «Decide da solo o con qualcun altro?»
Annota le risposte con le sue parole. Ti serviranno nella stima e nella proposta.
Come faccio la proposta?
Una sola, piccola, collegata a quello che ha detto:
«Da quello che mi dice, la cosa più utile è un numero concreto. Le preparo una stima gratuita con tre scenari, prudente, medio e buono, confrontata con l’affitto tradizionale. Per farla bene mi serve vedere la casa: quindici minuti di sopralluogo le vanno bene?»
Come chiudo la chiamata?
Con una data, non con un «ci sentiamo»:
«Allora giovedì alle 17.30 in via Saragozza. Le mando adesso un messaggio con il mio nome e il riepilogo, così ha il mio numero. Se cambia qualcosa mi scriva pure.»
Il messaggio di conferma subito dopo la chiamata riduce gli appuntamenti saltati.
E se mi risponde la segreteria?
Lascia un messaggio di massimo 20 secondi: nome, motivo, numero ripetuto due volte. Poi un messaggio scritto con lo stesso contenuto. Non richiamare più volte lo stesso giorno.
Le tre risposte difficili più frequenti
- «Non mi interessa»: «Capisco, grazie per avermelo detto. Le lascio il mio numero se cambiasse idea». Segna il no e non richiamare.
- «Mi mandi una mail»: «Volentieri. Per mandarle qualcosa di utile, mi dice solo quante camere ha la casa e se è arredata?»
- «Quanto prende?»: «Dipende dai servizi, di solito si ragiona in percentuale sugli incassi. Glielo spiego con i numeri della sua casa nella stima, così vede cosa le resta in tasca.»
Un esempio
Silvia, gestore a Lecce, chiamava i proprietari parlando subito del suo servizio per due minuti. Fissava un sopralluogo ogni dieci chiamate. Ha ribaltato lo schema: tre domande, una proposta, una data. Dopo un mese fissava un sopralluogo ogni quattro chiamate, con proprietari che aveva già ascoltato.
In pratica
- Chiama soprattutto chi si aspetta la tua chiamata.
- Apertura in 15 secondi e permesso di continuare.
- Tre domande aperte, risposte annotate.
- Una sola proposta piccola e concreta.
- Chiudi con giorno, ora e messaggio di conferma.
- Un no è un no: segnalo e non richiamare.
