Quanti giorni può durare al massimo un affitto breve?
Un affitto breve può durare al massimo 30 giorni per contratto. Il limite vale per ogni singolo contratto: lo stesso ospite può tornare più volte nell'anno con contratti separati. Un contratto più lungo di 30 giorni non è più una locazione breve: segue le regole ordinarie degli affitti, compresa la registrazione, e perde la cedolare dedicata.
Il numero da ricordare è 30. Una locazione breve, secondo l’articolo 4 del decreto-legge 50/2017 e le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate, è un contratto di affitto di una casa che non supera i 30 giorni, stipulato tra persone fisiche fuori da un’attività d’impresa. Dal 1° gennaio 2027 la stessa definizione, con lo stesso limite di 30 giorni, passa nell’articolo 207 del nuovo Testo unico delle imposte sui redditi (D.Lgs. 117/2026).
Non esiste invece una durata minima: anche una sola notte è un affitto breve, salvo regole locali particolari.
Il limite vale per contratto o per anno?
Per contratto. L’Agenzia delle Entrate chiarisce che, se le stesse parti stipulano più contratti nel corso dell’anno, il limite dei 30 giorni si valuta per ciascun contratto. Quindi:
- un ospite che torna tre volte per 10 giorni ha tre locazioni brevi;
- un unico contratto di 35 giorni non è una locazione breve.
Attenzione a non spezzare artificialmente un soggiorno lungo in tanti contratti di 30 giorni consecutivi: se nei fatti è un unico rapporto, il rischio è che venga considerato come tale.
Cosa succede se l’ospite vuole restare più di 30 giorni?
Si esce dal regime delle locazioni brevi e si entra nelle regole ordinarie degli affitti. In concreto:
- per un soggiorno di lavoro o di studio si usa di solito un contratto transitorio, per una vacanza lunga una locazione turistica regolata dal codice civile;
- il contratto va valutato ai fini della registrazione presso l’Agenzia delle Entrate;
- la ritenuta del 21% dei portali e le regole dedicate alle locazioni brevi non si applicano più a quel contratto.
Anche per la registrazione conta il tempo: per l’imposta di registro le regole guardano alla durata complessiva dei rapporti con lo stesso inquilino nell’anno. Ne parliamo nella pagina sulla registrazione del contratto.
E i portali?
Su Airbnb e Booking.com si possono impostare soggiorni anche più lunghi di un mese. Il portale però non decide la natura del contratto: se accetti una prenotazione di 45 giorni, quel rapporto non è una locazione breve, e le conseguenze fiscali e di registrazione restano a te. Molti host impostano per questo una durata massima di 30 notti nelle impostazioni dell’annuncio.
Esistono altri limiti di giorni?
Sì, ma sono di altro tipo:
- alcune Regioni o Comuni possono porre limiti alle locazioni turistiche (giorni all’anno, zone, requisiti): verifica le regole locali;
- l’imposta di soggiorno di solito si paga solo fino a un certo numero di notti consecutive, che cambia da Comune a Comune;
- il B&B non imprenditoriale, in alcune Regioni, deve restare chiuso per un periodo minimo all’anno.
Un esempio
Elena affitta un monolocale a Padova. A febbraio un ingegnere in trasferta chiede di restare 28 giorni: è una locazione breve. A maggio lo stesso ingegnere torna per altri 20 giorni con una nuova prenotazione: è un’altra locazione breve. A settembre una dottoranda chiede quattro mesi: Elena firma con lei un contratto transitorio, lo registra e lo tiene fuori dal regime delle locazioni brevi.
In pratica
- Ogni contratto di affitto breve deve durare al massimo 30 giorni.
- Il limite si conta per contratto, non per anno.
- Non frazionare un soggiorno lungo in contratti consecutivi.
- Oltre i 30 giorni usa un contratto ordinario o transitorio e valuta la registrazione.
- Imposta una durata massima di 30 notti sui portali, se vuoi restare nel regime.
- Controlla eventuali limiti di Regione e Comune.
Fonti
- Agenzia delle Entrate - Locazioni brevi: disciplina fiscale e regole per gli intermediari (aprile 2026)
- Agenzia delle Entrate - Contratti di locazione breve, che cos'è
- Agenzia delle Entrate - Circolare n. 10/E del 10 maggio 2024
- D.Lgs. 19 giugno 2026, n. 117 - Testo unico delle imposte sui redditi (Normattiva)
