Cos'è Vrbo e conviene usarlo in Italia?
Vrbo è il portale di case vacanza del gruppo Expedia, pensato soprattutto per case intere e famiglie. Iscriversi è gratis e si paga per prenotazione: dal 29 ottobre 2026 Vrbo ha annunciato una commissione unica del 12% (12-15% secondo l'area), costi di pagamento inclusi. Conviene come canale in più, non al posto di Airbnb e Booking.
Le regole su questo tema stanno cambiando: verifica sempre con il tuo Comune, la Regione o un commercialista prima di agire.
Vrbo (si legge “verbo”) è un portale per affitti di case vacanza che fa parte di Expedia Group, lo stesso gruppo di Expedia e Hotels.com. È nato come evoluzione di HomeAway e si rivolge soprattutto a chi cerca una casa intera, spesso famiglie o gruppi. Le condizioni dei portali cambiano spesso e possono variare da Paese a Paese.
Quanto costa?
L’iscrizione e la pubblicazione dell’annuncio sono gratuite: si paga quando arriva una prenotazione.
- Fino a ottobre 2026 il modello a prenotazione prevedeva, secondo varie guide di settore, circa il 5% di commissione più il 3% per la gestione del pagamento.
- Dal 29 ottobre 2026 Vrbo ha annunciato il passaggio a una commissione unica del 12%, che include i costi di elaborazione dei pagamenti quando è Vrbo a incassare. Lo stesso annuncio precisa che la percentuale può variare per area, tra il 12% e il 15%.
- Il vecchio abbonamento annuale viene chiuso e chi lo aveva passa al pagamento per prenotazione alla scadenza.
Le prenotazioni fatte prima del cambio mantengono le condizioni precedenti. Il passaggio è recentissimo: per questo la pagina è segnata da verificare. La percentuale valida per te è quella indicata nel tuo pannello Vrbo.
Che ospiti porta?
Vrbo è molto conosciuto nel Nord America. In Italia, secondo l’esperienza di molti gestori, porta di solito meno prenotazioni di Airbnb e Booking.com, ma il risultato cambia molto da zona a zona: località di mare, campagna e case grandi tendono a funzionare meglio dei monolocali in città. Non ci sono dati ufficiali per l’Italia: l’unico modo serio è misurarlo sul tuo annuncio.
E le tasse?
Le regole italiane valgono anche qui: CIN nell’annuncio, comunicazione degli ospiti alla Questura, imposta di soggiorno e dichiarazione dei redditi. Alcune guide indicano che su Vrbo l’host deve occuparsi direttamente dell’imposta di soggiorno: verifica cosa fa il portale nel tuo Comune e come compaiono gli incassi nei rendiconti, prima di preparare la dichiarazione.
Un esempio con numeri stimati
Una casa al mare in Puglia incassa 1.400 euro per una settimana prenotata su Vrbo. Con la commissione del 12% Vrbo trattiene 168 euro e ne restano 1.232, prima delle tasse e delle altre spese. Lo stesso soggiorno su Airbnb, per un host senza partita IVA, costerebbe circa 265 euro di commissione e IVA (15,5% più IVA). La differenza conta solo se Vrbo porta davvero prenotazioni in più.
Quando conviene?
- Se hai una casa intera adatta a famiglie o gruppi.
- Se usi già un channel manager, così il calendario resta sincronizzato e il lavoro in più è minimo.
- Se vuoi diversificare e non dipendere da un solo portale.
Conviene meno se gestisci tutto a mano: un terzo calendario da aggiornare aumenta il rischio di doppie prenotazioni.
In pratica
- Pubblica su Vrbo solo con il calendario sincronizzato agli altri portali.
- Controlla nel pannello la commissione che ti viene applicata.
- Inserisci il CIN e verifica chi gestisce l’imposta di soggiorno.
- Dopo sei mesi confronta prenotazioni e netto incassato con gli altri canali.
