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Airbnb o Booking: quale conviene?

Aggiornato il ·

In breve

Non c'è un vincitore assoluto. Airbnb applica in genere il 15,5% più IVA ed è forte su soggiorni di coppie, famiglie e viaggi più lunghi; Booking.com ha commissioni da contratto, spesso intorno al 15%, e porta molto pubblico internazionale e di ultimo minuto. Molti host usano entrambi, sincronizzando i calendari, e confrontano il netto incassato per canale.

È una delle domande più frequenti di chi inizia. La risposta onesta è: dipende dalla tua casa e dai tuoi ospiti, e spesso conviene usarli entrambi. Vediamo le differenze che contano davvero.

Quanto costano?

Airbnb Booking.com
Commissione In genere 15,5% del subtotale, tutta a carico dell’host Da contratto; in Italia spesso intorno al 15%
IVA per host senza partita IVA Si aggiunge, costo effettivo circa 18,9% Dipende dalla fatturazione: verifica le tue fatture
Costi extra Nessuno per il pagamento Pagamenti tramite Booking e programmi di visibilità aumentano il costo
Base di calcolo Notti, pulizie e supplementi, tasse escluse Notti, pulizie e supplementi, tasse locali escluse

In pratica i costi sono simili. La differenza la fanno le condizioni del tuo contratto Booking, i programmi a cui aderisci e come imposti i prezzi su ciascun portale.

Che ospiti portano?

Non ci sono statistiche ufficiali per tipo di ospite, ma l’esperienza di molti host indica tendenze ricorrenti:

  • Airbnb: piattaforma nata per le case, molto usata da coppie, famiglie e gruppi, con soggiorni spesso più lunghi e ospiti abituati a regole della casa e check-in autonomo.
  • Booking.com: nato per gli hotel, ha un pubblico molto ampio e internazionale, compresi viaggiatori di lavoro e prenotazioni dell’ultimo minuto; gli ospiti tendono ad aspettarsi standard “da hotel”.

Il risultato varia molto per città e tipo di casa: per questo conviene misurare, non indovinare.

Come funzionano pagamenti e cancellazioni?

Su Airbnb l’ospite paga sempre la piattaforma, che ti versa i soldi dopo il check-in. Su Booking.com puoi scegliere: incassare tu (con i rischi di carte non valide) oppure far incassare Booking, pagando un costo di elaborazione. Su Booking le cancellazioni gratuite sono molto diffuse e può capitare di più che gli ospiti prenotino e poi annullino.

Cosa cambia per tasse e burocrazia?

Gli obblighi restano gli stessi: CIN nell’annuncio, comunicazione degli ospiti alla Questura, imposta di soggiorno, dichiarazione dei redditi. Cambia invece chi fa cosa: Airbnb, per esempio, dal 2026 raccoglie e versa l’imposta di soggiorno in oltre 1.200 Comuni; con altri portali può toccare a te. Controlla canale per canale.

Usarli entrambi conviene?

Spesso sì, perché aumenta le possibilità di riempire il calendario. Ma serve organizzazione:

  • sincronizzare i calendari (con i link iCal dei portali o con un channel manager) per evitare doppie prenotazioni;
  • tenere prezzi coerenti, considerando commissioni diverse;
  • gestire messaggi e recensioni su due piattaforme.

Un esempio

Martina ha un trilocale a Bari. Per sei mesi pubblica su entrambi i portali e annota per ogni prenotazione il netto incassato dopo commissioni e costi di pagamento. Scopre che Airbnb le porta soggiorni più lunghi ad agosto, mentre Booking riempie i weekend di bassa stagione. Tiene entrambi, ma alza leggermente il prezzo sul canale che le costa di più.

In pratica

  • Considera i costi dei due portali come simili, ma verifica il tuo contratto Booking.
  • Misura il netto per canale, non solo il numero di prenotazioni.
  • Se usi entrambi, sincronizza i calendari.
  • Adatta i prezzi alle commissioni di ciascun canale.
  • Verifica per ogni canale chi gestisce imposta di soggiorno e ritenute.

Fonti

  1. Smoobu - Commissione unica Airbnb al 15,5%: cosa cambia per gli host nel 2026
  2. Booking.com Partner Hub - Understanding our commission
  3. Airbnb: raccolta e versamento dell'imposta di soggiorno in Italia

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