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Cosa sono le strutture ricettive extralberghiere?

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In breve

Sono le attività che ospitano turisti senza essere hotel: affittacamere, bed and breakfast, case e appartamenti per vacanze, ostelli, case per ferie, rifugi e altre. Le definiscono le leggi regionali, con requisiti e pratiche propri, di solito una SCIA al Comune. La semplice locazione turistica non è una struttura ricettiva, ma richiede il CIN.

Nel turismo italiano le strutture ricettive si dividono in grandi famiglie: alberghiere (hotel, residenze turistico-alberghiere), all’aria aperta (campeggi, villaggi) ed extralberghiere. Queste ultime sono le più vicine al mondo degli affitti brevi.

Chi decide cosa sono?

Le Regioni. Il Codice del turismo del 2011 aveva provato a definire a livello nazionale le strutture extralberghiere, ma la Corte costituzionale, con la sentenza 80/2012, ha dichiarato illegittimo quell’articolo perché il turismo è materia regionale. Così ogni Regione ha la sua legge, con nomi, numeri e requisiti propri.

Quali sono le tipologie più comuni?

Tipologia In sintesi
Affittacamere camere in uno o due appartamenti, con servizi di pulizia e biancheria
Bed and breakfast camere con colazione, spesso nella casa dove vive il titolare
Case e appartamenti per vacanze appartamenti arredati con servizi minimi, senza ristorazione
Ostelli posti letto anche in camerate, spesso per giovani e gruppi
Case per ferie gestite da enti o associazioni, per finalità sociali, religiose, sportive
Rifugi strutture in montagna, a volte raggiungibili solo a piedi
Agriturismi regolati da norme proprie sull’agricoltura, con legge nazionale e regionale

Alcune Regioni prevedono anche altre figure, come le country house, le dimore storiche o le residenze d’epoca.

Che differenza c’è con la locazione turistica?

La locazione turistica o breve è un contratto d’affitto di una casa, con al massimo servizi legati all’alloggio come biancheria e pulizia finale. Non è una struttura ricettiva. Le strutture extralberghiere offrono servizi più ampi e seguono la legge regionale sul turismo. Alcuni obblighi sono comuni: il CIN, la comunicazione degli ospiti alla Questura, l’imposta di soggiorno, le statistiche.

Come si apre una struttura extralberghiera?

In genere con una SCIA al SUAP del Comune, dopo aver verificato requisiti dei locali e regolamento condominiale, e poi con l’iscrizione nella banca dati regionale e la richiesta del CIN. Nel Lazio, per esempio, le linee guida del 2026 descrivono proprio questa sequenza.

Quanto pesano nel turismo italiano?

Secondo l’Istat, nel 2025 le presenze nelle strutture ricettive hanno superato i 535 milioni di notti. Tra le tipologie rilevate in modo omogeneo negli ultimi dieci anni, gli alberghi sono scesi a circa il 60%, mentre gli alloggi in affitto gestiti in forma imprenditoriale sono saliti al 16,7%. Agriturismi intorno al 3,5%, B&B all’1%.

Un esempio

Federica ha una grande casa in campagna in Umbria. Se offre solo l’appartamento con biancheria, può fare locazione turistica. Se vuole servire la colazione e affittare le camere separatamente, deve scegliere una tipologia della legge regionale, per esempio B&B o affittacamere, e presentare la pratica al Comune.

In pratica

  • Decidi quali servizi vuoi offrire: più servizi spingono verso la struttura ricettiva.
  • Leggi la legge regionale sulle strutture extralberghiere.
  • Chiedi al SUAP del Comune quale pratica serve.
  • In ogni caso chiedi il CIN.
  • Valuta l’inquadramento fiscale con il commercialista.

Fonti

  1. Codice del turismo, D.Lgs. 79/2011, art. 12 (Normattiva, con nota sulla sentenza della Corte costituzionale 80/2012)
  2. Istat - Dal Grand tour al turismo di massa (Storie di dati, luglio 2026)
  3. Regione Lazio - Linee guida iscrizione strutture ricettive (15 aprile 2026)
  4. Decreto-legge 145/2023, art. 13-ter (Normattiva)

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