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Che differenza c'è tra B&B e affittacamere?

Aggiornato il ·

In breve

Il B&B si svolge di solito nella casa dove il titolare abita, offre camere e colazione ed è spesso gestito senza impresa, in forma familiare. L'affittacamere offre camere, di norma fino a sei in uno o due appartamenti dello stesso stabile, ed è spesso un'attività d'impresa. Numeri e requisiti li decide ogni Regione.

B&B e affittacamere si somigliano: in entrambi i casi si offrono camere a chi viaggia, non un appartamento intero. Sono tutte e due strutture ricettive extralberghiere, cioè attività turistiche regolate dalle leggi regionali. Per questo la risposta precisa dipende sempre dalla Regione in cui si trova la casa. Ci sono però delle differenze ricorrenti.

Cos’è un B&B?

Il bed and breakfast è pensato come ospitalità in casa propria. In molte Regioni:

  • si svolge nell’abitazione in cui il titolare vive o ha la residenza;
  • offre alloggio e prima colazione;
  • è gestito in modo familiare, spesso senza partita IVA se l’attività non è continuativa;
  • ha un tetto basso di camere e posti letto.

Un esempio concreto: in Lombardia la legge regionale 27/2015 definisce il B&B come attività a conduzione familiare, non imprenditoriale, con non più di quattro camere e dodici posti letto. Secondo le FAQ regionali non serve iscriversi al registro delle imprese né aprire partita IVA, ma bisogna rispettare un periodo di chiusura di almeno 90 giorni all’anno e presentare una SCIA al Comune.

Cos’è un affittacamere?

L’affittacamere offre camere in uno o due appartamenti arredati dello stesso stabile, con alcuni servizi (pulizia, cambio biancheria, a volte la colazione). Il titolare non deve per forza abitarci.

Molte Regioni usano la stessa formula: non più di sei camere in non più di due appartamenti nello stesso edificio. In Emilia-Romagna, per esempio, l’affittacamere è gestito in forma imprenditoriale. Alcune Regioni, come il Piemonte, ammettono anche una forma non imprenditoriale con limiti più bassi.

Le differenze in una tabella

B&B Affittacamere
Dove Di solito nella casa dove vive il titolare In uno o due appartamenti, anche dove il titolare non vive
Colazione Sì, è la caratteristica principale Possibile, dipende dalla Regione
Gestione Spesso familiare e non imprenditoriale Spesso imprenditoriale
Dimensione tipica Poche camere (es. Lombardia: 4 camere, 12 letti) Fino a 6 camere in molte Regioni
Avvio SCIA o comunicazione al Comune SCIA al SUAP del Comune

E l’affitto breve?

Se affitti una stanza di casa tua senza colazione e con soli servizi legati all’alloggio, puoi anche restare nel regime della locazione breve, che non è una struttura ricettiva. L’Agenzia delle Entrate precisa però che offrire la colazione o altri servizi di tipo alberghiero fa uscire da questo regime. Chi vuole servire la colazione deve quindi guardare al B&B o a un’altra struttura prevista dalla Regione.

Cosa hanno in comune?

Per entrambi servono il CIN, la comunicazione degli ospiti alla Questura, l’imposta di soggiorno dove prevista, la comunicazione dei dati statistici e i requisiti igienico-sanitari e di sicurezza chiesti dalla Regione.

Un esempio

Lucia vive in un grande appartamento a Bologna con due camere libere e vuole servire la colazione: il B&B è la formula più coerente. Suo fratello Marco ha invece due appartamenti nello stesso palazzo a Roma, dove non abita, e vuole affittarne le cinque camere singolarmente: la forma più adatta è l’affittacamere, con SCIA al Comune e, quasi sempre, partita IVA.

In pratica

  • Leggi la legge regionale: numeri e requisiti cambiano da Regione a Regione.
  • Se vuoi servire la colazione in casa tua, valuta il B&B.
  • Se gestisci camere in appartamenti dove non vivi, valuta l’affittacamere.
  • Chiedi al SUAP del Comune quale pratica serve.
  • Fai valutare al commercialista la forma, con o senza partita IVA.

Fonti

  1. Regione Lombardia - FAQ Bed & Breakfast (L.R. 27/2015)
  2. Regione Emilia-Romagna - Legge regionale 16/2004, art. 10 (esercizi di affittacamere)
  3. Agenzia delle Entrate - Locazioni brevi: disciplina fiscale e regole per gli intermediari (aprile 2026)

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