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Il CIN si paga?

Aggiornato il ·

In breve

No. Il CIN si chiede gratis sul portale BDSR del Ministero del Turismo, accedendo con SPID o CIE, e non serve un intermediario. Le spese vere sono quelle collegate: estintore e rilevatori da installare prima della richiesta, la targhetta da esporre, eventuali pratiche regionali o comunali e, se lo scegli, il compenso di chi fa la pratica per te.

Il codice in sé non costa nulla. La scheda del servizio della Provincia autonoma di Trento lo dice in una parola alla voce costi: “gratuito”. Il manuale del Ministero del Turismo, che descrive tutta la procedura, non prevede alcun pagamento: si entra con SPID o CIE, si completano i dati e si scarica il codice.

Questa pagina serve a chiarire una cosa che spesso confonde: il CIN è gratis, ma mettersi in regola per ottenerlo può avere dei costi.

Quali spese ci sono intorno al CIN?

Prima di chiedere il codice si firma una dichiarazione con valore legale sul rispetto dei requisiti di sicurezza. Quindi le spese collegate sono queste:

Voce È obbligatoria? Note
Richiesta del CIN sì gratuita
Estintore portatile sì, almeno uno per piano da comprare e far controllare nel tempo
Rilevatori di gas e monossido sì, se c’è gas o combustione esonero solo per case senza impianto a gas e senza rischio
Targhetta con il CIN fuori dall’edificio sì, esporre il codice è obbligatorio la legge non impone un formato
Pratica regionale o comunale dipende dalla Regione alcune pratiche possono avere diritti o bolli
SCIA al SUAP solo per chi affitta in forma d’impresa il SUAP può chiedere diritti di istruttoria
Consulente o agenzia che fa la pratica no è un servizio facoltativo

I prezzi di estintori, rilevatori e targhette cambiano molto da negozio a negozio: chiedi più preventivi e verifica che i prodotti siano a norma.

Devo pagare qualcuno per avere il CIN?

No. Chi ha SPID o CIE e i dati catastali a portata di mano può fare tutto da solo, di solito in poco tempo. Rivolgersi a un consulente, a un CAF o al proprio gestore è una scelta legittima, per comodità, ma non è un requisito di legge.

Attenzione ai siti che chiedono soldi

Il portale ufficiale è bdsr.ministeroturismo.gov.it. Se un sito con un nome simile chiede un pagamento “per il rilascio del CIN”, non è il Ministero: al massimo è un servizio privato di assistenza. Leggi bene prima di inserire dati o pagare.

Se non lo chiedo, cosa rischio?

Qui i costi diventano reali. Affittare senza CIN espone a una sanzione da 800 a 8.000 euro; non esporlo o non indicarlo negli annunci da 500 a 5.000 euro per unità. Senza estintore o rilevatori, per chi non è impresa, la sanzione va da 600 a 6.000 euro per ogni violazione. Rispetto a queste cifre, le spese per mettersi in regola sono contenute.

Un esempio

Lucia ha un monolocale a Lecce con piano cottura a gas. Compra un estintore e due rilevatori (gas e monossido), fa stampare una targhetta per il citofono e completa la pratica regionale. Poi entra nella BDSR con lo SPID e ottiene il CIN senza pagare nulla al Ministero. Le uniche spese sono state i dispositivi e la targhetta.

In pratica

  • Il CIN è gratuito: chiedilo solo sul portale ufficiale del Ministero.
  • Metti a budget estintore, eventuali rilevatori e targhetta.
  • Controlla se la tua Regione o il tuo Comune chiedono pratiche con diritti o bolli.
  • Valuta un consulente solo se ti serve comodità, non perché sia obbligatorio.
  • Diffida di chi chiede pagamenti “per il rilascio” del codice.

Fonti

  1. Provincia autonoma di Trento - Come ottenere il CIN per strutture ricettive (costi: gratuito)
  2. Ministero del Turismo - Manuale Operatore Privato, richiesta CIN (v. 6.0)
  3. Decreto-legge 145/2023, art. 13-ter (Normattiva)

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