Come regolare nel contratto l'uso della casa da parte del proprietario?
Scrivi quante notti all'anno il proprietario può usare la casa, con quanto preavviso deve bloccare le date, se l'alta stagione è esclusa, chi paga pulizie e consumi di quei soggiorni e cosa succede alle prenotazioni già confermate, che di regola prevalgono. Nel canone garantito l'uso personale va previsto espressamente, perché la casa è in affitto al gestore.
Tanti proprietari affidano la casa a un gestore ma vogliono poterci passare qualche settimana d’estate o ospitare un parente. È legittimo, ma senza regole scritte diventa la prima causa di attriti: date bloccate all’ultimo momento, prenotazioni cancellate, pulizie non pagate. Bastano poche clausole per evitarlo.
Cosa deve dire il contratto?
| Tema | Cosa scrivere |
|---|---|
| Quante notti | un tetto annuo, per esempio 15-30 notti |
| Preavviso | entro quando bloccare le date, per esempio 30 o 60 giorni prima |
| Periodi | se l’alta stagione o le date di grandi eventi sono escluse o limitate |
| Prenotazioni già confermate | prevalgono sempre sull’uso del proprietario |
| Costi | chi paga pulizia finale, biancheria, consumi e imposta di soggiorno, se dovuta |
| Stato della casa | il proprietario la lascia pronta per l’ospite successivo |
| Amici e parenti | se sono ospiti gratuiti del proprietario o prenotazioni a pagamento |
Perché le prenotazioni confermate devono prevalere?
Perché cancellare una prenotazione già accettata costa. Sui portali le cancellazioni dell’host comportano penali e possono pesare sulla visibilità dell’annuncio; l’ospite, poi, ha un contratto. Una clausola chiara dice che il proprietario può bloccare solo date libere, salvo accordo diverso e a sue spese.
Il gestore prende un compenso sulle notti del proprietario?
Di solito no, perché non c’è incasso. Alcuni gestori però chiedono un piccolo importo per pulizia e cambio biancheria, o un compenso se il blocco riguarda periodi di alta stagione oltre una certa soglia. Va scritto prima, non discusso dopo.
E se gli amici del proprietario pagano?
Allora non è uso personale: è un affitto. Valgono le stesse regole di ogni soggiorno a pagamento, comprese la comunicazione degli ospiti alla Questura e l’imposta di soggiorno, e il contratto deve dire se su quelle notti spetta il compenso al gestore. Se invece sono ospiti gratuiti del proprietario, conviene comunque indicarlo per iscritto al gestore.
Cosa cambia nel canone garantito?
Molto. Nel canone garantito il gestore ha la casa in affitto: il proprietario non può entrarci quando vuole. Se vuole usarla, deve essere previsto nel contratto, di solito con un numero di settimane fisso e una riduzione del canone in quei periodi. Senza clausola, l’uso personale non spetta.
Un esempio
Lucia affida un trilocale a Cagliari a un gestore su mandato. Il contratto le riconosce fino a 21 notti l’anno, da bloccare con almeno 45 giorni di preavviso, escluse le due settimane centrali di agosto. Le prenotazioni già confermate prevalgono. Per ogni suo soggiorno paga la pulizia finale (stimata in 60 euro). A giugno blocca una settimana per i genitori, gratuitamente, e lo comunica per iscritto al gestore.
In pratica
- Fissa un tetto di notti annue per l’uso personale.
- Stabilisci un preavviso minimo per bloccare le date.
- Escludi o limita l’alta stagione, se serve.
- Fai prevalere le prenotazioni già confermate.
- Decidi chi paga pulizie e consumi di quei soggiorni.
- Nel canone garantito prevedi l’uso personale in modo espresso.
