Skip

Serve un contratto con l'ospite per un affitto breve?

Aggiornato il ·

In breve

Un contratto c'è sempre, ma non serve un modulo da firmare. Sui portali la prenotazione confermata è già il contratto, alle condizioni dell'annuncio. Per le prenotazioni dirette conviene un accordo scritto, anche via email, con parti, casa, date, prezzo, servizi, regole e cancellazione. Accordi aggiuntivi chiesti agli ospiti dei portali vanno indicati nell'annuncio.

Se il dubbio è sulla registrazione all’Agenzia delle Entrate, c’è una pagina dedicata: di norma per soggiorni fino a 30 giorni non serve. Qui rispondiamo a un’altra domanda: con l’ospite ci vuole un contratto scritto, e cosa ci deve essere dentro?

C’è sempre un contratto?

Sì. Ogni soggiorno a pagamento è un contratto di locazione breve, anche se nessuno firma un foglio. L’Agenzia delle Entrate, nella circolare 24/E del 2017, ha chiarito che la legge non richiede uno schema particolare: bastano le parti, l’immobile con gli eventuali servizi (pulizia, biancheria), la durata e il prezzo.

Sui portali basta la prenotazione?

Sì. Nei termini di Airbnb per gli utenti europei, quando l’host accetta una richiesta o riceve una conferma di prenotazione stipula un accordo direttamente con l’ospite, ai termini e al prezzo indicati nell’annuncio. Le regole della casa, la politica di cancellazione e i costi aggiuntivi fanno parte di quell’accordo, se sono nell’annuncio.

I termini aggiungono un punto importante: eventuali accordi supplementari con gli ospiti devono essere coerenti con le regole del portale ed essere indicati chiaramente nella descrizione dell’annuncio. Chiedere a sorpresa all’arrivo di firmare un contratto con condizioni nuove non è corretto e rischia di creare contestazioni.

E per le prenotazioni dirette?

Qui conviene avere un testo scritto, anche semplice: una conferma via email accettata dall’ospite va bene. Cosa scrivere:

Voce Esempio
Parti nome del locatore o del gestore che agisce per suo conto, nome dell’ospite
Immobile indirizzo, CIN, numero massimo di ospiti
Date e orari arrivo, partenza, orari di check-in e check-out
Prezzo totale, acconto, saldo, imposta di soggiorno a parte
Servizi pulizia finale, biancheria, wi-fi
Deposito cauzionale importo, modalità e tempi di restituzione
Cancellazione cosa succede se l’ospite cancella e con quale preavviso
Regole della casa fumo, animali, feste, silenzio
Identificazione documenti richiesti per la comunicazione alla Questura

Ci sono limiti alle clausole?

Sì, se chi affitta è un professionista (per esempio un property manager o un’impresa) e l’ospite è un privato: si applica il Codice del consumo, che considera presunte vessatorie, per esempio, le penali di importo manifestamente eccessivo. Penali enormi per un ritardo nel check-out o trattenute del deposito senza giustificazione si contestano facilmente.

Un esempio

Un ospite che è già stato nel bilocale di Chiara a Bari le scrive per tornare a maggio, senza portale. Chiara gli manda un’email con date, prezzo di 520 euro per quattro notti, imposta di soggiorno a parte, acconto del 30% e saldo all’arrivo, deposito di 150 euro restituito entro sette giorni, regole della casa e cancellazione gratuita fino a 14 giorni prima. L’ospite risponde “accetto” e paga l’acconto con bonifico.

In pratica

  • Ogni soggiorno a pagamento è un contratto, anche senza firma.
  • Sui portali vale la prenotazione con le condizioni dell’annuncio.
  • Metti nell’annuncio ogni regola o accordo aggiuntivo.
  • Per le dirette usa una conferma scritta accettata dall’ospite.
  • Indica prezzo, servizi, deposito, cancellazione e regole.
  • Evita penali sproporzionate.

Fonti

  1. Agenzia delle Entrate - Circolare n. 24/E del 12 ottobre 2017 (locazioni brevi)
  2. Airbnb - Termini del Servizio per gli Utenti europei (2026)
  3. Codice del consumo, art. 33 - Clausole vessatorie (Brocardi.it)
  4. EC News - Le locazioni turistiche: aspetti civilistici e clausole specifiche

Domande collegate