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Quali sono le città italiane migliori per gli affitti brevi?

Aggiornato il ·

In breve

Per domanda turistica, secondo l'Istat, Roma, Milano, Venezia e Firenze sono stabilmente le prime quattro città italiane per presenze, con Napoli in crescita. Ma la città migliore dipende anche da prezzi delle case, concorrenza, stagionalità e regole locali, più severe a Firenze e Venezia. Una città media con domanda costante può rendere di più.

Non esiste una classifica ufficiale delle “città migliori” per gli affitti brevi, e diffidiamo di chi la propone senza dati. Possiamo però partire da numeri ufficiali sulla domanda turistica e poi aggiungere i criteri che contano per chi investe o gestisce.

Dove vanno i turisti?

L’Istat indica che tra il 2015 e il 2025 Roma, Milano, Venezia e Firenze sono rimaste stabilmente ai primi quattro posti tra i Comuni per presenze turistiche, arrivando insieme al 17,2% del totale nazionale. Roma da sola ha raccolto nel 2025 il 9,4% delle presenze italiane. Napoli è salita dal 15° al 12° posto. In queste città più di tre presenze su quattro sono di turisti stranieri (poco più del 60% a Napoli).

Perché la domanda non basta?

Una città con tanti turisti può essere meno conveniente di quanto sembra:

  • Prezzi delle case e degli affitti più alti, quindi rendimento percentuale più basso.
  • Concorrenza: molti annunci simili spingono i prezzi verso il basso.
  • Regole locali: Firenze limita i nuovi affitti brevi nel centro storico Unesco, Venezia ha regole proprie per gli affitti turistici, diverse città hanno vietato le keybox sugli spazi pubblici.
  • Condomini più attenti e a volte contrari.

Quali criteri usare?

Criterio Cosa guardare
Domanda presenze turistiche, fiere, università, ospedali, aziende
Stagionalità domanda tutto l’anno o solo in pochi mesi
Prezzi costo d’acquisto o canone d’affitto rispetto alla tariffa per notte
Concorrenza numero di annunci simili nella zona e loro occupazione
Regole divieti, limiti, regolamenti comunali e condominiali
Costi operativi pulizie, lavanderia, imposta di soggiorno, distanze

E le città medie?

Città d’arte minori, località con fiere o università, mete di mare e montagna possono offrire rendimenti interessanti con meno concorrenza, ma spesso con una stagionalità più marcata. Il Politecnico di Torino ha documentato quanto la presenza di Airbnb sia diversa da città a città: anche questo è un segnale da leggere.

Un esempio con numeri stimati

Due bilocali comprati con lo stesso obiettivo: uno a Firenze fuori dal centro storico a 320.000 euro, che incassa 32.000 euro lordi l’anno; uno a Bologna a 230.000 euro, che ne incassa 26.000. Il primo incassa di più, ma rispetto al prezzo il secondo rende circa l’11,3% lordo contro il 10%. Sono numeri ipotetici: servono a mostrare che si confronta il rendimento, non l’incasso.

In pratica

  • Parti dai dati ufficiali sulle presenze, non dalle classifiche dei blog.
  • Controlla regole comunali e regolamenti condominiali prima di tutto.
  • Confronta il rendimento sul prezzo della casa, non solo l’incasso.
  • Valuta stagionalità e concorrenza della zona precisa, non della città intera.
  • Visita la zona e parla con chi già gestisce lì.

Fonti

  1. Istat - Dal Grand tour al turismo di massa (Storie di dati, luglio 2026)
  2. Politecnico di Torino - Airbnb nelle città italiane: i dati, la regolazione, le sfide
  3. Il Post - Firenze, affitti brevi fuori dal centro storico (maggio 2026)

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