Affitti brevi a Napoli: cosa serve?
A Napoli servono la comunicazione al Comune per ottenere il codice regionale CUSR, poi il CIN, entrambi negli annunci, oltre ad Alloggiati Web e imposta di soggiorno (6 euro a persona a notte per le locazioni brevi nel 2026). Dal 27 ottobre 2026 nel centro storico è in vigore una variante urbanistica che riserva almeno il 70% alla residenza ordinaria.
Le regole su questo tema stanno cambiando: verifica sempre con il tuo Comune, la Regione o un commercialista prima di agire.
Napoli è una delle città dove gli affitti brevi sono cresciuti di più, soprattutto nel centro storico. Oggi chi vuole affittare ai turisti deve seguire regole regionali specifiche della Campania e, nel centro, una nuova norma urbanistica appena entrata in vigore.
Quali codici servono?
1. CUSR (Codice Unico Strutture Ricettive). In Campania ogni casa data in locazione breve o turistica deve avere il CUSR, un codice di 15 caratteri. Per le locazioni brevi lo rilascia il Comune, non la Regione:
- compili il modello di comunicazione pubblicato dal Comune di Napoli e lo invii come indicato dal Comune;
- se la pratica è in regola, il Comune inserisce i dati nel sistema regionale;
- ricevi il codice via e-mail o PEC.
Chi non indica il CUSR negli annunci, online e offline, o lo indica in modo errato, rischia una sanzione da 500 a 1.000 euro.
2. CIN. Con il CUSR si chiede il codice nazionale sulla BDSR del Ministero del Turismo. In Campania il CIN non sostituisce il CUSR: negli annunci vanno usati entrambi, e il CIN va esposto all’esterno dell’edificio.
Serve la SCIA?
Per la locazione breve non imprenditoriale basta la comunicazione al Comune. La SCIA serve quando l’attività è d’impresa: dal 2026 ciò si presume se destini agli affitti brevi più di due appartamenti, oppure se offri servizi tipici delle strutture ricettive.
Cosa cambia nel centro storico?
Il Consiglio comunale ha approvato, con delibera n. 129 del 15 settembre 2026, la variante per la salvaguardia dell’offerta abitativa nel centro storico. Secondo il Comune è stata pubblicata sul BURC n. 58 del 26 ottobre 2026 ed è in vigore dal 27 ottobre 2026. In sintesi:
- riguarda l’area in cui la zona A del Piano regolatore si sovrappone alla buffer zone del sito UNESCO;
- divide la destinazione residenziale in sottocategorie, separando le abitazioni ordinarie da quelle “assimilabili a strutture ricettive extralberghiere”;
- fissa, in prima applicazione, una soglia minima di residenzialità del 70%;
- rinvia a un provvedimento successivo il meccanismo di verifica della soglia.
La stampa riporta che la soglia si calcola edificio per edificio e che gli operatori hanno annunciato ricorso al TAR. Il Comune, però, non ha ancora pubblicato le modalità di verifica né le regole per chi è già attivo: per questo la pagina è segnata da verificare. Prima di avviare una nuova attività nel centro storico, chiedi al Comune se il tuo edificio ha ancora margine.
Quali altri obblighi ci sono?
- Alloggiati Web: comunicazione degli ospiti alla Questura entro 24 ore, dopo l’identificazione con riscontro visivo.
- Imposta di soggiorno: per le locazioni brevi il Comune ha fissato per il 2026 6 euro a persona a notte, con la delibera di giunta n. 89 del 12 marzo 2026; si applica fino a 14 notti consecutive. Il titolare è responsabile del versamento.
- Flussi turistici: arrivi e presenze vanno comunicati con il sistema statistico indicato dalla Regione Campania.
Un esempio
Marco ha un bilocale al Vomero, fuori dall’area della variante. Invia la comunicazione al Comune, riceve il CUSR via PEC, chiede il CIN e inserisce entrambi i codici nell’annuncio. Per due ospiti che restano 4 notti riscuote 48 euro di imposta di soggiorno (2 per 4 per 6 euro), salvo che la incassi già il portale. Se avesse comprato ai Quartieri Spagnoli, prima avrebbe dovuto verificare la soglia del 70% del palazzo.
In pratica
- Verifica se l’immobile ricade nell’area della variante del centro storico.
- Invia la comunicazione al Comune e ottieni il CUSR.
- Chiedi il CIN e indica entrambi i codici in ogni annuncio.
- Organizza l’identificazione degli ospiti e l’invio su Alloggiati Web.
- Applica la tariffa 2026 dell’imposta di soggiorno.
- Segui le prossime delibere del Comune sulla verifica della soglia.
Fonti
- Regione Campania - Codice regionale CUSR
- Comune di Napoli - Variante per la salvaguardia dell'offerta abitativa nel centro storico
- Comune di Napoli - Deliberazione di Consiglio comunale n. 129 del 15/9/2026
- Comune di Napoli - Aggiornate le tariffe dell'imposta di soggiorno per il 2026 (12 marzo 2026)
- Regione Campania SURAP - Per gli affitti brevi c'è l'obbligo di presentare la SCIA?
