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Imposta di soggiorno negli affitti brevi: chi la paga e chi la versa?

Aggiornato il ·

In breve

L'imposta di soggiorno la paga l'ospite, ma la incassa e la versa al Comune il gestore, che ne è responsabile. Se un portale o un intermediario incassa l'affitto, la responsabilità passa a lui. Importi ed esenzioni li decide ogni Comune. Entro il 30 giugno va presentata la dichiarazione annuale dell'anno precedente.

L’imposta di soggiorno è un tributo comunale. La base nazionale è l’articolo 4 del decreto legislativo 23/2011, ma ogni Comune decide se applicarla, quanto chiedere e chi esentare, con un proprio regolamento.

Chi la paga e chi la versa?

  • La paga l’ospite, per ogni notte di permanenza.
  • La incassa e la versa il gestore, cioè chi affitta. Dal 2020 (decreto-legge 34/2020) il gestore è “responsabile del pagamento dell’imposta”: deve riscuoterla e riversarla al Comune nei tempi stabiliti, presentare la dichiarazione e rispettare gli altri obblighi del regolamento comunale.
  • Per le locazioni brevi, se un intermediario o un portale incassa l’affitto o interviene nel pagamento, è lui il responsabile del pagamento dell’imposta (articolo 4, comma 5-ter, del decreto-legge 50/2017; dal 1° gennaio 2027 articolo 208, comma 4, del nuovo Testo unico delle imposte sui redditi, D.Lgs. 117/2026).

In pratica: se l’ospite paga tutto a un portale che poi ti gira l’incasso, devi capire se quel portale riscuote anche l’imposta per il tuo Comune. In alcuni Comuni succede, in altri no.

Quanto costa per notte?

Lo decide il Comune, entro limiti di legge. In generale il massimo è 5 euro a notte. I capoluoghi di provincia con presenze turistiche molto superiori ai residenti (almeno venti volte) possono arrivare a 10 euro; Roma ha un proprio contributo di soggiorno. Ci sono state maggiorazioni temporanee, per esempio quella legata al Giubileo, che la legge di bilancio 2026 ha esteso al 2026. L’importo esatto e le esenzioni (minori, residenti, accompagnatori di malati e così via) sono nel regolamento del tuo Comune.

Cos’è la dichiarazione annuale?

Il gestore deve presentare in via telematica una dichiarazione annuale entro il 30 giugno dell’anno successivo, con il modello approvato dal Ministero dell’Economia nel 2022. Se l’imposta di alcuni soggiorni è stata riscossa e versata da un intermediario, secondo le FAQ del Dipartimento delle Finanze quei pernottamenti li dichiara l’intermediario e non il gestore. I versamenti periodici (mensili, trimestrali o altro) seguono invece il calendario del Comune.

Cosa succede se l’ospite non paga?

Il gestore resta responsabile verso il Comune. I regolamenti comunali indicano di solito come documentare il rifiuto dell’ospite. Conviene chiedere l’imposta al momento della prenotazione o del check-in e spiegarla chiaramente nell’annuncio.

Cosa si rischia?

Omessi o tardivi versamenti e dichiarazioni omesse o infedeli sono puniti con sanzioni amministrative stabilite dalla legge e dai regolamenti comunali, in genere proporzionate all’imposta non versata o non dichiarata. Le sanzioni possono essere importanti anche per importi piccoli.

Un esempio

Valeria affitta un bilocale in un capoluogo dove l’imposta è di 3 euro a persona a notte, con esenzione sotto i 14 anni. Una coppia con un figlio di 10 anni resta 4 notti: l’imposta è 2 persone per 4 notti, cioè 24 euro. La prenotazione arriva da un portale che, in quel Comune, non riscuote l’imposta: Valeria la incassa all’arrivo, la versa entro la scadenza comunale e a giugno dell’anno dopo la indica nella dichiarazione annuale.

In pratica

  • Leggi il regolamento sull’imposta di soggiorno del tuo Comune.
  • Registrati al portale comunale dell’imposta, se previsto.
  • Verifica, portale per portale, se l’imposta viene già riscossa per te.
  • Incassa l’imposta dagli ospiti e versala alle scadenze comunali.
  • Presenta la dichiarazione annuale entro il 30 giugno.
  • Conserva ricevute ed elenco delle esenzioni applicate.

Fonti

  1. Dipartimento delle Finanze - Imposta di soggiorno, disciplina del tributo
  2. Dipartimento delle Finanze - FAQ sulla dichiarazione dell'imposta di soggiorno (2022)
  3. D.Lgs. 19 giugno 2026, n. 117 - Testo unico delle imposte sui redditi (Normattiva)

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