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Quali sono i costi di gestione di un affitto breve?

Aggiornato il ·

In breve

I costi ricorrenti sono: commissioni dei portali (su Airbnb circa il 18,9% per chi non ha partita IVA), pulizie e lavanderia, consumabili, utenze e wi-fi, manutenzione e usura, condominio, IMU, TARI, assicurazione, eventuale software e property manager, più le tasse. In un bilocale tipico, prima delle tasse, possono assorbire oltre metà dell'incasso.

Questa pagina riguarda le spese ricorrenti, quelle che paghi ogni mese o ogni anno mentre la casa è in affitto. Le spese iniziali (arredo, dotazioni obbligatorie, pratiche) sono nella pagina su quanto costa avviare un affitto breve.

Quali costi crescono con le prenotazioni?

Sono i costi variabili: più ospiti, più spesa.

Voce Riferimento
Commissione Airbnb 15,5% del prezzo; con l’IVA al 22%, per chi non ha partita IVA circa il 18,9% (Rental Scale-Up)
Commissione Booking quella del tuo contratto, spesso intorno al 15%
Pulizie le imprese chiedono in media 12-18 euro l’ora (Cronoshare); un bilocale richiede di solito 2-3 ore
Lavanderia o noleggio biancheria a ogni cambio
Consumabili carta, detersivi, saponi, caffè, sacchi
Property manager per la gestione completa in genere 20-30% del lordo (PriceLabs)

Quali costi paghi anche con la casa vuota?

Sono i costi fissi, che pesano di più nei mesi deboli:

  • utenze e wi-fi: luce, gas, acqua, internet, sempre a tuo carico;
  • condominio: anche le spese ordinarie, che in un affitto lungo paga l’inquilino;
  • IMU sulla seconda casa e TARI, con tariffe decise dal Comune: chiedi all’ufficio tributi come tratta gli alloggi turistici;
  • assicurazione: secondo Moneyside, nel 2026 una polizza per chi affitta oltre 180 giorni l’anno costa indicativamente 550-1.000 euro, meno per chi affitta poco;
  • software (channel manager, prezzi dinamici, serratura smart), se li usi;
  • manutenzione e usura: piccole riparazioni, biancheria e arredi da sostituire.

E le tasse?

Con la cedolare secca paghi il 21% su una casa e il 26% sull’altra, calcolato sull’intero importo pagato dall’ospite, senza poter scalare nessuna delle spese sopra. Dal 2026, oltre due appartamenti, l’attività si presume d’impresa e i conti cambiano.

Un esempio con numeri stimati

Bilocale con un incasso annuo di 24.000 euro. Tutti i numeri sono stime.

Voce Euro l’anno Sul lordo
Commissioni portali 4.300 18%
Pulizie (80 cambi a 45 euro) 3.600 15%
Lavanderia e consumabili 1.200 5%
Utenze e wi-fi 2.000 8%
Manutenzione 800 3%
Condominio 1.200 5%
IMU e TARI 1.550 6%
Assicurazione e software 700 3%
Totale costi 15.350 64%
Cedolare 21% 5.040 21%
Resta 3.610 15%

Con un property manager al 20% sul lordo, in questo esempio il proprietario andrebbe in perdita, a meno che il gestore non porti più prenotazioni o prezzi più alti.

Come tenere i costi sotto controllo?

  • Imposta un soggiorno minimo sensato: meno cambi, meno pulizie.
  • Fai pagare la pulizia all’ospite con una tariffa che copra il costo reale.
  • Confronta le offerte di luce e internet una volta l’anno.
  • Tieni un fondo per la sostituzione di biancheria e piccoli arredi.

In pratica

  • Separa costi variabili e costi fissi.
  • Usa la commissione effettiva, IVA compresa, non quella di listino.
  • Chiedi al Comune come calcola la TARI per gli alloggi turistici.
  • Calcola la cedolare sul lordo, senza dedurre le spese.
  • Rifai i conti ogni anno con le spese reali.

Fonti

  1. Rental Scale-Up - Airbnb's 15.5% fee and VAT for European hosts (21 luglio 2026)
  2. Cronoshare - Quanto costa un'impresa di pulizie? (dicembre 2025)
  3. Moneyside - Assicurazione casa Airbnb: costi indicativi 2026 (aprile 2026)
  4. PriceLabs - Commissioni dei property manager di affitti brevi (maggio 2026)
  5. Agenzia delle Entrate - Locazioni brevi: disciplina fiscale e regole per gli intermediari (aprile 2026)

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