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Quanto guadagna un co-host Airbnb?

Aggiornato il ·

In breve

Un co-host Airbnb guadagna quanto concorda con il proprietario: una percentuale su ogni prenotazione, il costo di pulizia, un importo fisso o una combinazione, pagati direttamente da Airbnb dove la funzione è disponibile. Come riferimento, PriceLabs indica il 10-15% per servizi di solo co-hosting. Il guadagno netto dipende da quanti annunci segui e dai tuoi costi.

La pagina sul co-hosting spiega cos’è e come funziona. Qui ci concentriamo sui soldi: come viene pagato un co-host, quanto si chiede di solito e quanto resta davvero.

Come viene pagato?

Secondo il Centro assistenza di Airbnb, il proprietario può condividere i compensi con il co-host in quattro modi:

  • solo il costo di pulizia indicato nell’annuncio;
  • costo di pulizia più una percentuale di ogni prenotazione;
  • solo una percentuale di ogni prenotazione, con o senza la pulizia;
  • un importo fisso per prenotazione.

Regole importanti:

  • solo il proprietario imposta il compenso; il co-host ha 14 giorni per accettarlo;
  • il pagamento parte dopo il check-in dell’ospite;
  • la percentuale si calcola su quanto spetta all’host, cioè dopo la commissione di Airbnb;
  • vale solo per i soggiorni prenotati su Airbnb, non per Booking o prenotazioni dirette;
  • possono esserci limiti in base al Paese di host e co-host.

Quanto si chiede di solito?

Airbnb non fissa tariffe: le concordano proprietario e co-host. Come riferimento, PriceLabs (maggio 2026) indica:

Servizio Percentuale indicativa sul lordo
Solo co-hosting o gestione dei canali 10-15%
Servizio parziale 15-20%
Gestione completa 20-30%

Sono riferimenti basati soprattutto sul mercato statunitense: in Italia valgono come ordine di grandezza. Più servizi offri (check-in di persona, pulizie, manutenzione, foto, pratiche), più puoi chiedere. La rete di co-host di Airbnb elenca proprio servizi di questo tipo, dalla creazione dell’annuncio all’assistenza agli ospiti sul posto.

Un esempio con numeri stimati

Marta fa la co-host per 5 appartamenti nella sua città. Gestisce messaggi, prezzi, calendario e check-in; le pulizie le fa un’impresa pagata dai proprietari. Tutti i numeri sono stime.

  • Ogni appartamento genera in media 20.000 euro l’anno di compensi per l’host dopo la commissione Airbnb.
  • Compenso concordato: 15% → 3.000 euro l’anno per appartamento.
  • Totale: 15.000 euro l’anno, circa 1.250 euro al mese.

Costi stimati: spostamenti 1.500 euro, telefono e software 600 euro, commercialista 1.200 euro, assicurazione professionale 400 euro. Restano circa 11.300 euro prima di contributi e imposte. In bassa stagione il compenso cala insieme alle prenotazioni.

Serve la partita IVA?

Se fai il co-host in modo abituale e organizzato, di norma sì: è un’attività di servizi, con i suoi obblighi fiscali e contributivi. Secondo Airbnb, il compenso del co-host non cambia l’importo comunicato al proprietario: lui riceve il documento fiscale sull’intera prenotazione, il co-host su quanto ha ricevuto. Fatti consigliare da un commercialista sul regime più adatto.

In pratica

  • Concorda per iscritto servizi e compenso, oltre a quanto imposti su Airbnb.
  • Ricorda che la percentuale si calcola dopo la commissione Airbnb.
  • Prevedi come farti pagare per le prenotazioni da altri portali.
  • Calcola i tuoi costi: spostamenti, telefono, software, commercialista.
  • Valuta l’apertura della partita IVA prima di iniziare in modo stabile.

Fonti

  1. Airbnb Centro assistenza - Pagamenti ai co-host (articolo 3389)
  2. Airbnb - Trova co-host in zona (esempio: Bergamo)
  3. PriceLabs - Commissioni dei property manager di affitti brevi (maggio 2026)
  4. Agenzia delle Entrate - Locazioni brevi: disciplina fiscale e regole per gli intermediari (aprile 2026)

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