Chi deve avere il CIN?
Il CIN serve a chiunque affitti, anche solo in parte, una casa per finalità turistiche o con contratti di locazione breve fino a 30 giorni, e a tutte le strutture ricettive, alberghiere ed extralberghiere. Vale per privati e imprese, per una casa sola o per molte: serve un codice per ogni unità affittata.
La regola nazionale è ampia: il CIN riguarda tutti quelli che ospitano turisti a pagamento, con poche distinzioni. L’articolo 13-ter del decreto-legge 145/2023 lo prevede sia per le case date in locazione, sia per le strutture ricettive vere e proprie.
Quali case hanno bisogno del CIN?
Serve il CIN per ogni unità immobiliare a uso abitativo, o porzione di essa, che viene:
- data in locazione per finalità turistiche, cioè affittata a chi viene in vacanza, anche per più di 30 giorni;
- data in locazione breve, cioè con contratti fino a 30 giorni stipulati da persone fisiche fuori da un’attività d’impresa (articolo 4 del decreto-legge 50/2017; dal 1° gennaio 2027 articolo 207 del nuovo Testo unico delle imposte sui redditi, D.Lgs. 117/2026).
Non conta se l’affitto passa da un portale online, da un’agenzia o è fatto direttamente con l’ospite. Non conta nemmeno quante notti all’anno la casa resta occupata.
E le strutture ricettive?
Anche loro: alberghi, residence, B&B, affittacamere, case e appartamenti per vacanze, ostelli, campeggi, agriturismi. Per queste attività il CIN si aggiunge ai titoli che la legge regionale già richiede (per esempio la SCIA o la comunicazione al Comune).
Devo averlo anche se affitto una sola casa, da privato?
Sì. Il CIN non dipende dal numero di immobili né dalla partita IVA. Lo deve avere il privato con un solo monolocale e lo deve avere la società che gestisce cinquanta appartamenti. Cambiano altri obblighi (per esempio la SCIA, richiesta solo a chi opera in forma imprenditoriale), non il CIN.
Se affitto più case, basta un codice?
No. Serve un CIN per ogni unità abitativa. Nelle informative regionali si precisa che per gli appartamenti in locazione turistica e per le case vacanze il CIN è diverso per ogni singola unità.
Chi materialmente fa la richiesta?
La richiesta la fa il locatore, cioè chi concede la casa in affitto: di solito il proprietario, ma può essere anche chi ha titolo per affittarla (per esempio chi la ha in sublocazione o in comodato con facoltà di affittarla). Molti gestori professionali operano su delega del proprietario. Sulla BDSR, accedendo con SPID o CIE, si vedono le strutture collegate al proprio codice fiscale.
Un esempio
Luca e la sorella ereditano una casa al mare e la affittano d’estate a settimane, tramite un’agenzia locale. Anche se l’agenzia pubblica gli annunci e incassa gli affitti, la casa deve avere il suo CIN, che va indicato in ogni annuncio dell’agenzia. Luca, come locatore, lo richiede sulla BDSR una volta sola.
Ci sono casi esclusi?
L’obbligo riguarda la locazione per finalità turistiche e la locazione breve. Un normale contratto di affitto per abitazione (per esempio un 4+4 o un contratto transitorio a uno studente) non è una locazione turistica e non richiede il CIN. In caso di dubbio su contratti particolari (foresterie aziendali, contratti misti) conviene chiedere al Comune o alla Regione.
In pratica
- Se affitti a turisti, anche una sola casa e anche per pochi giorni l’anno, ti serve il CIN.
- Chiedi un codice per ogni appartamento, non uno per persona.
- Se un gestore opera per te, decidete per iscritto chi fa la richiesta e chi custodisce i dati.
- Controlla se la tua Regione chiede prima un codice regionale.
- Gli affitti abitativi ordinari (4+4, transitori, studenti) non rientrano nell’obbligo.
