Come si versa l'imposta di soggiorno al Comune?
Ogni Comune decide tempi e modi nel proprio regolamento: di solito ci si registra al portale comunale dell'imposta, si dichiarano i pernottamenti del periodo (mese, trimestre o altro) e si paga con il sistema indicato, spesso un avviso pagoPA. Si versa solo l'imposta riscossa direttamente, non quella già incassata da un portale.
La pagina generale spiega chi paga e chi è responsabile dell’imposta di soggiorno. Qui entriamo nel come: da dove si passa per versare al Comune e come non sbagliare i conti.
Chi decide come si versa?
Il Comune. La legge nazionale (articolo 4 del decreto legislativo 23/2011) dice che il gestore deve incassare l’imposta e riversarla al Comune secondo le scadenze del regolamento comunale. Il Dipartimento delle Finanze ricorda che il regolamento governativo previsto dalla legge non è mai stato emanato: per questo ogni Comune ha regole proprie su periodicità, modalità e moduli.
Come funziona di solito?
I passaggi che si ritrovano nella maggior parte dei Comuni sono:
- registrazione dell’alloggio al portale o all’ufficio tributi del Comune, spesso con le credenziali ricevute insieme al codice regionale o dopo la comunicazione di avvio;
- riscossione dagli ospiti, al check-in o nella prenotazione, applicando tariffe ed esenzioni del regolamento;
- comunicazione periodica dei pernottamenti (numero di presenze, esenti, imposta dovuta), con la cadenza fissata dal Comune;
- pagamento con lo strumento indicato dal Comune: molti usano avvisi pagoPA, altri prevedono canali diversi indicati nel regolamento;
- dichiarazione annuale entro il 30 giugno dell’anno successivo, su modello ministeriale.
Le FAQ del Dipartimento delle Finanze citano anche il codice IUV, cioè l’identificativo del versamento pagoPA, come dato che si può riportare in dichiarazione.
Cosa non devo versare?
L’imposta riscossa da un portale o da un intermediario che incassa il pagamento. Per le locazioni brevi è lui il responsabile: se Airbnb, per esempio, riscuote e versa l’imposta nel tuo Comune, quelle somme non passano da te. Le FAQ del Dipartimento precisano che il periodo da considerare è quello del pernottamento effettivo, anche se il portale versa con cadenze diverse.
Come si calcola l’importo?
Si moltiplica la tariffa per il numero di presenze (persone per notti), togliendo esenti e notti oltre il massimo eventualmente previsto. Le Finanze spiegano che 2 adulti per 2 notti valgono 4 presenze.
Un esempio
Elena affitta un trilocale in un Comune che applica 2 euro a persona a notte, con versamento trimestrale. Tra aprile e giugno ha 60 presenze dirette, di cui 8 di bambini esenti: l’imposta dovuta è 52 per 2 euro, cioè 104 euro. Le prenotazioni arrivate da un portale che nel suo Comune riscuote già l’imposta non entrano nel conto. Entro la scadenza comunica i dati sul portale del Comune, genera l’avviso pagoPA e paga.
Le cifre sono un esempio: la tariffa vera è nella delibera del tuo Comune.
In pratica
- Leggi il regolamento e la delibera tariffe del tuo Comune.
- Registrati al portale o all’ufficio tributi prima del primo ospite.
- Separa le presenze riscosse da te da quelle riscosse dai portali.
- Rispetta la cadenza di versamento comunale, non quella dei portali.
- Conserva ricevute di pagamento e calcoli: servono per la dichiarazione di giugno.
