Cos'è la Banca dati nazionale delle strutture ricettive?
È la BDSR, l'archivio del Ministero del Turismo che raccoglie tutte le strutture ricettive e le case affittate per brevi periodi o a fini turistici, e assegna a ciascuna il CIN. È alimentata dai dati delle Regioni, è attiva dal 3 settembre 2024 e i suoi dati sono a disposizione dell'amministrazione finanziaria per i controlli.
Quando si parla di CIN si sente spesso la sigla BDSR. Il CIN è il codice; la BDSR è l’archivio che lo genera e lo custodisce. Capire come funziona aiuta a capire anche perché, a volte, il proprio appartamento “non c’è”.
Che cos’è, in parole semplici?
Il nome completo usato dal Ministero è Banca Dati Nazionale delle Strutture Ricettive e degli immobili destinati a locazione breve o per finalità turistiche. È un elenco unico, per tutta Italia, di:
- strutture alberghiere ed extralberghiere (hotel, B&B, affittacamere, case vacanze, agriturismi e così via);
- appartamenti e case affittati con locazioni brevi o per finalità turistiche, anche da privati.
La prevede l’articolo 13-ter del decreto-legge 145/2023: il Ministero del Turismo “detiene e gestisce” la banca dati e assegna a ogni unità il codice identificativo nazionale.
Da quando funziona?
L’avviso pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 3 settembre 2024 ha dichiarato l’entrata in funzione della banca dati e del portale bdsr.ministeroturismo.gov.it. Da quella data è partito il conto dei 60 giorni che ha reso efficaci le regole sul CIN dal 2 novembre 2024.
Da dove arrivano i dati?
Soprattutto dalle Regioni e Province autonome. Chi aveva già un proprio codice regionale lo ha “ricodificato” come CIN e trasmette i dati al Ministero; la legge prevede che le banche dati regionali e quella nazionale siano interoperabili. Per questo, quando entri nel portale, trovi le tue strutture già precompilate: i campi su sfondo grigio arrivano dalla Regione e non si possono cambiare lì.
Il proprietario o il gestore completa solo i dati mancanti (per esempio quelli catastali) e firma la dichiarazione sui requisiti di sicurezza.
Chi è coinvolto e con quale ruolo?
| Chi | Ruolo |
|---|---|
| Proprietari e gestori | ottengono il CIN e scaricano il riepilogo protocollato |
| Regioni e Province autonome | inviano e verificano i dati, gestiscono le segnalazioni |
| Comuni, tramite la polizia locale | controllano CIN, esposizione e sicurezza e applicano le sanzioni |
| Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza | fanno analisi del rischio congiunte su chi affitta senza CIN |
Il comma 12 dell’articolo 13-ter stabilisce che i dati della banca dati sono messi a disposizione dell’amministrazione finanziaria e degli enti creditori per i loro compiti istituzionali. In altre parole: registrarsi nella BDSR significa anche rendersi visibili al fisco.
Cosa si può fare nel portale?
- vedere le strutture collegate al proprio codice fiscale;
- completare i dati e ottenere il CIN;
- segnalare una struttura mancante o dati errati alla Regione;
- scaricare il PDF con codice e protocollo.
Il portale ha anche una sezione dedicata alla ricerca dei codici, all’indirizzo bdsr.ministeroturismo.gov.it/ricerca-cin.
Un esempio
Roberta ha due appartamenti a Verona. Dopo la registrazione regionale entra nella BDSR con lo SPID e li trova entrambi, con indirizzo e codice regionale già inseriti dalla Regione. Aggiunge i dati catastali di ciascuno, dichiara di avere estintori e rilevatori e ottiene due CIN distinti, uno per appartamento.
In pratica
- La BDSR è l’unico archivio nazionale: il CIN si ottiene solo lì.
- I dati arrivano dalla Regione: se sono sbagliati, si correggono con una segnalazione.
- Ogni unità affittata ha una sua scheda e un suo codice.
- I dati sono usati anche per i controlli fiscali: tienili aggiornati.
- Quando cambi proprietà o gestione, aggiorna i dati.
