Il self check-in è legale? Le regole sull'identificazione degli ospiti
Il self check-in con sola cassetta per chiavi o codice, senza vedere l'ospite, non è considerato conforme dal Ministero dell'Interno. Il Consiglio di Stato, a novembre 2025, ha confermato la circolare che chiede l'identificazione di persona, ammettendo in linea di principio sistemi video in tempo reale. I dettagli tecnici restano in parte incerti.
Le regole su questo tema stanno cambiando: verifica sempre con il tuo Comune, la Regione o un commercialista prima di agire.
Il self check-in è stato uno dei temi più discussi degli ultimi due anni. Il punto non è la cassetta delle chiavi in sé, ma come si verifica che chi entra sia davvero la persona del documento comunicato alla Questura.
Cosa ha detto il Ministero dell’Interno?
Con una circolare del 18 novembre 2024 il Ministero dell’Interno ha ricordato che l’articolo 109 del TULPS impone al gestore di verificare l’identità degli ospiti, e che le procedure completamente a distanza (invio della foto del documento e consegna di un codice o di una keybox, senza alcun riscontro visivo) non garantiscono questa verifica.
Come è andata in tribunale?
- Maggio 2025: il TAR del Lazio ha annullato la circolare, accogliendo il ricorso di un’associazione di operatori extralberghieri.
- 21 novembre 2025: il Consiglio di Stato (Terza Sezione) ha riformato la sentenza del TAR e ha ritenuto valida la circolare. L’identificazione deve essere “de visu”, cioè con un riscontro visivo reale.
Quindi il check-in a distanza è vietato?
Non del tutto. Secondo il testo della sentenza riportato dalle riviste giuridiche, il Consiglio di Stato ha precisato che il riscontro può avvenire anche a distanza, con dispositivi di videocollegamento all’ingresso, purché permettano di accertare in tempo reale che la persona presente corrisponde al titolare del documento. Ciò che non è accettato è la procedura che si limita a raccogliere copie dei documenti e poi consegna in automatico codici o chiavi, senza alcun controllo visivo.
Perché la pagina è segnata come da verificare?
Perché alcuni punti pratici non sono ancora fissati in modo chiaro da una fonte ufficiale:
- quali strumenti tecnici siano accettati (videochiamata, videocitofono, sistemi biometrici);
- se la verifica debba avvenire per ogni ospite o solo per il capogruppo;
- se arriveranno una nuova circolare o una modifica di legge, ipotizzate in passato ma, a quanto ci risulta, non ancora adottate.
Prima di scegliere un sistema, verifica le indicazioni della tua Questura e fatti consigliare da un professionista.
Cosa si rischia?
La verifica dell’identità fa parte degli obblighi dell’articolo 109 del TULPS. La violazione è punita dall’articolo 17 del TULPS con l’arresto fino a tre mesi o l’ammenda fino a 206 euro.
Un esempio
Federica gestisce tre monolocali e non può essere presente a ogni arrivo. Prima la procedura era: foto del documento via chat e codice della keybox. Dopo la sentenza la cambia: quando l’ospite arriva, fa una videochiamata, gli chiede di mostrare il documento accanto al volto, confronta i dati con quelli ricevuti e solo allora comunica il codice. Poi invia le schedine su Alloggiati Web.
In pratica
- Non affidarti al solo invio della foto del documento.
- Fai un riscontro visivo, di persona o in video in tempo reale, prima di consegnare l’accesso.
- Verifica che i dati del documento coincidano con quelli comunicati alla Questura.
- Annota data, ora e modalità del riconoscimento.
- Tieni d’occhio eventuali nuove circolari del Ministero dell’Interno.
- In caso di dubbi, chiedi indicazioni alla Questura competente.
