Per aprire un affittacamere serve la partita IVA?
Nella maggior parte dei casi sì. Molte leggi regionali definiscono l'affittacamere come attività gestita in forma imprenditoriale, per esempio in Lazio, Emilia-Romagna e Sicilia: servono quindi partita IVA con codice ATECO 55.20.42, Registro imprese e SCIA al SUAP. Solo alcune Regioni prevedono forme non imprenditoriali con limiti più bassi: va verificato nella propria legge regionale.
Le regole su questo tema stanno cambiando: verifica sempre con il tuo Comune, la Regione o un commercialista prima di agire.
L’affittacamere è una struttura ricettiva extralberghiera: si offrono camere ai turisti, di solito in uno o due appartamenti, con servizi come pulizia e cambio biancheria. Le regole le scrive la Regione, e nella maggior parte dei testi l’affittacamere è un’attività d’impresa. La differenza con il B&B è spiegata nella pagina dedicata; qui ci concentriamo sulla partita IVA.
Cosa dicono le leggi regionali?
Tre esempi da testi ufficiali:
| Regione | Come definisce l’affittacamere | Limiti |
|---|---|---|
| Lazio (R.R. 8/2015, art. 4) | “gestite in forma imprenditoriale” | max 6 camere in non più di 2 appartamenti dello stesso stabile, con lo stesso ingresso su strada |
| Emilia-Romagna (L.R. 16/2004, art. 10) | gestito in forma imprenditoriale | max 6 camere in non più di 2 appartamenti dello stesso stabile |
| Sicilia (D.A. 2104/2025, punto 7) | struttura gestita in forma imprenditoriale | max 6 camere nella stessa unità, 24 posti letto, 4 per camera |
In queste Regioni, quindi, aprire un affittacamere significa aprire un’impresa.
Cosa serve concretamente?
- Partita IVA con codice ATECO 2025 55.20.42, “Servizi di alloggio in camere, case e appartamenti per vacanze”, che comprende le camere fornite da affittacamere;
- iscrizione al Registro imprese e all’INPS tramite la Comunicazione unica;
- SCIA al SUAP del Comune, con i requisiti regionali dei locali;
- CIN, Alloggiati Web, statistiche dei flussi turistici e imposta di soggiorno dove prevista;
- impianti a norma, oltre a rilevatori ed estintori richiesti con il CIN.
Esiste un affittacamere senza partita IVA?
In alcune Regioni le leggi turistiche prevedono anche forme non imprenditoriali o occasionali di ospitalità in camere, con limiti più bassi di camere e di periodo di apertura. Non è la regola: va controllato nella legge della tua Regione, e i limiti cambiano spesso. Per questo la pagina è segnata da verificare.
Se non vuoi aprire la partita IVA, le alternative più comuni sono due:
- il B&B non imprenditoriale, se vivi nella casa e servi la colazione, entro i limiti regionali;
- l’affitto breve di una stanza di casa tua, senza servizi di tipo alberghiero, che resta una locazione e non una struttura ricettiva.
Attenzione però: se offri servizi tipici delle strutture ricettive (colazione, pulizie quotidiane, reception) esci dal regime delle locazioni brevi.
Un esempio
Valentina eredita un grande appartamento a Bologna con cinque camere e vuole affittarle una per una ai turisti, senza abitarci. Non può farlo come B&B, perché non ci vive, e la legge emiliana gestisce l’affittacamere solo in forma d’impresa. Apre la partita IVA con codice 55.20.42 e presenta la SCIA al SUAP. Se invece vivesse lì e usasse al massimo tre camere, potrebbe valutare un B&B senza partita IVA.
In pratica
- Leggi come la tua Regione definisce l’affittacamere.
- Se è “in forma imprenditoriale”, prepara partita IVA, Registro imprese e INPS.
- Usa il codice ATECO 55.20.42 e presenta la SCIA al SUAP.
- Se vivi nella casa, valuta il B&B non imprenditoriale come alternativa.
- Chiedi CIN, Alloggiati Web e credenziali per le statistiche.
- Fai verificare il tutto dal commercialista prima di partire.
Fonti
- Regione Lazio - Regolamento regionale 7 agosto 2015, n. 8, testo coordinato (art. 4)
- Regione Emilia-Romagna - Legge regionale 28 luglio 2004, n. 16, testo coordinato (art. 10)
- Regione Siciliana - Allegato A al D.A. n. 2104 del 25 giugno 2025, testo coordinato (punto 7, Affittacamere)
- Istat - Classificazione ATECO 2025
