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Cos'è il B&B non imprenditoriale e quali limiti ha?

Aggiornato il ·

In breve

È il B&B gestito da un privato nella casa in cui vive, con la normale organizzazione familiare e in modo non continuativo, senza partita IVA. I limiti li fissa la Regione: per esempio 4 camere e 12 posti letto in Lombardia, 3 camere e 6 posti letto in Emilia-Romagna, oltre alla residenza nella casa e a periodi di chiusura obbligatori.

Il B&B non imprenditoriale è la forma più “leggera” di bed and breakfast: un privato ospita viaggiatori in alcune stanze della casa in cui abita, serve la colazione e lo fa con la normale organizzazione familiare, senza trasformarlo in un’impresa. Qui parliamo dei suoi limiti; i passaggi pratici per aprirlo sono nella pagina su come aprire un B&B in casa propria, il confronto con il B&B d’impresa in quella dedicata.

Chi decide i limiti?

La Regione. Ogni legge regionale sul turismo definisce il B&B con numeri e condizioni propri. Alcuni esempi da testi ufficiali:

Regione Camere e posti letto Altre condizioni
Lombardia (L.R. 27/2015) max 4 camere, 12 posti letto forma non imprenditoriale e non continuativa; almeno 90 giorni l’anno di interruzione, comunicati in anticipo
Emilia-Romagna (L.R. 16/2004) max 3 camere, 6 posti letto (più un letto per bambini sotto i 12 anni per camera) nella residenza o abitazione abituale; fino a 120 giorni o 500 pernottamenti l’anno; mai in forma d’impresa
Lazio (R.R. 8/2015) max 4 camere, 8 posti letto il titolare deve avere la residenza nella struttura e tenersi una camera

Quali sono i limiti tipici?

Anche se i numeri cambiano, le condizioni ricorrono quasi ovunque:

  • residenza: il B&B si fa nella casa dove il titolare vive, non in un appartamento vuoto;
  • conduzione familiare: niente dipendenti dedicati, al massimo l’aiuto dei familiari o dei collaboratori domestici;
  • occasionalità: periodi di chiusura obbligatori o un tetto di giorni o pernottamenti;
  • dimensioni ridotte: poche camere e pochi posti letto;
  • colazione: è prevista, ma con regole igienico-sanitarie. In Lombardia, per esempio, senza formazione HACCP si possono offrire solo alimenti confezionati e bevande in self service.

Restano comunque gli obblighi di ogni struttura: SCIA al Comune (in Lombardia lo dice la legge), CIN, Alloggiati Web, statistiche dei flussi turistici e imposta di soggiorno dove prevista. La Lombardia chiede anche una polizza di responsabilità civile e un contrassegno esterno.

Come si pagano le tasse?

Senza partita IVA, i guadagni si dichiarano nel 730 o nel modello Redditi. Di norma rientrano tra i redditi diversi (articolo 67 del TUIR, dal 1° gennaio 2027 articolo 76 del nuovo Testo unico delle imposte sui redditi: attività commerciali non esercitate abitualmente) e sono tassati con l’IRPEF ordinaria. Non si può usare la cedolare secca delle locazioni brevi: l’Agenzia delle Entrate precisa che offrire la colazione fa uscire da quel regime. Il trattamento esatto va valutato con un commercialista.

Cosa succede se supero i limiti?

Se aumenti camere, posti letto o giorni oltre la soglia regionale, o se l’attività diventa continuativa e organizzata, non sei più un B&B non imprenditoriale. Devi passare all’impresa, oppure a un’altra tipologia (per esempio l’affittacamere), con partita IVA e nuova pratica al Comune.

Un esempio

Laura vive a Parma in un appartamento con due camere libere. Con la legge emiliana può ospitare fino a 6 persone in 3 camere: usa le sue 2 camere per 4 ospiti, comunica alla presentazione della SCIA i periodi di apertura e tiene il conto dei pernottamenti, per non superare i 500 l’anno.

In pratica

  • Leggi l’articolo sul B&B nella legge della tua Regione.
  • Verifica camere, posti letto, residenza e periodi di chiusura richiesti.
  • Organizza la colazione secondo le regole igienico-sanitarie.
  • Dichiara i guadagni: niente cedolare secca se offri la colazione.
  • Tieni il conto di giorni o pernottamenti per non uscire dai limiti.

Fonti

  1. Regione Lombardia - FAQ Bed & Breakfast (L.R. 27/2015, art. 29)
  2. Regione Emilia-Romagna - Legge regionale 28 luglio 2004, n. 16, testo coordinato (art. 13)
  3. Regione Lazio - Regolamento regionale 7 agosto 2015, n. 8, testo coordinato (art. 9)
  4. Agenzia delle Entrate - Locazioni brevi: disciplina fiscale e regole per gli intermediari (aprile 2026)
  5. D.Lgs. 19 giugno 2026, n. 117 - Testo unico delle imposte sui redditi (Normattiva)

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