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Quanto costa un commercialista per gli affitti brevi?

Aggiornato il ·

In breve

Non esiste un tariffario: dal 2012 le tariffe professionali sono abolite e il compenso si concorda, con preventivo scritto obbligatorio. Il costo cresce con la complessità: poco per la dichiarazione di un host privato con cedolare, di più per una ditta in forfettario, ancora di più nel regime ordinario e soprattutto per una SRL, che ha bilancio e contabilità ordinaria.

Chi inizia con gli affitti brevi si chiede quanto metterà a budget per il commercialista. Una cifra unica non c’è, e non per reticenza: dal 2012 le tariffe dei professionisti sono state abolite (decreto-legge 1/2012, art. 9). Il compenso si concorda liberamente, ma il professionista deve darti un preventivo scritto o digitale, con le singole voci, e spiegarti quanto è complesso l’incarico.

Da cosa dipende il prezzo?

Il costo segue il lavoro che c’è da fare. Ecco i quattro profili più comuni, dal più semplice al più impegnativo:

Profilo Cosa deve fare il commercialista Complessità
Host privato, una o due case, cedolare secca Dichiarazione dei redditi (730 o Redditi) con i dati della Certificazione Unica dei portali Bassa
Ditta individuale in regime forfettario Apertura, dichiarazione annuale, calcolo di imposta sostitutiva e contributi INPS Media
Ditta individuale in regime ordinario o semplificato Contabilità, IVA, registri, liquidazioni periodiche, dichiarazioni Alta
SRL Contabilità ordinaria, bilancio, deposito, IRES, IRAP, adempimenti societari La più alta

Per l’apertura della partita IVA, Fiscozen stima nell’agosto 2026 un onorario di circa 100-250 euro per la sola partita IVA e di circa 300-600 euro per una ditta individuale con ComUnica e SCIA. Per i costi annui non abbiamo trovato rilevazioni pubbliche affidabili: le fasce che circolano online variano troppo da città a città per indicarle come riferimento.

Cosa fa salire il conto negli affitti brevi?

  • Più immobili e più portali: più Certificazioni Uniche e più incassi da riconciliare.
  • Ritenute e sostituto d’imposta: se gestisci case di altri e incassi tu, ci sono versamenti mensili, Certificazioni Uniche da rilasciare e comunicazioni annuali.
  • Imposta di soggiorno: dichiarazioni e versamenti ai Comuni, a volte più di uno.
  • Pulizie e spese rigirate ai proprietari: vanno fatturate e contabilizzate bene.
  • Dipendenti o collaboratori: servono anche buste paga, spesso con un consulente del lavoro.

Un host privato può farne a meno?

Spesso sì. Con una o due case, cedolare secca e Certificazione Unica del portale, molti usano la dichiarazione precompilata o un CAF. Il commercialista diventa utile quando ci sono più immobili, comproprietà, spese da detrarre o dubbi sulla soglia dei due appartamenti.

Un esempio

Francesca apre nel 2026 una ditta individuale nel forfettario per gestire sei appartamenti di altri proprietari. Chiede tre preventivi scritti e li confronta voce per voce: apertura con ComUnica, dichiarazione annuale, calcolo dei contributi, gestione delle ritenute del 21% e delle Certificazioni Uniche ai proprietari. Il preventivo più basso non comprendeva le ritenute, che per lei sono un lavoro di ogni mese: sceglie quello che le include, anche se costa di più.

In pratica

  • Chiedi sempre un preventivo scritto con le singole voci.
  • Indica subito quanti immobili, portali e proprietari hai.
  • Chiedi se sono comprese ritenute, Certificazioni Uniche e imposta di soggiorno.
  • Verifica cosa costa in più ogni pratica straordinaria.
  • Confronta almeno due o tre proposte.
  • Rivedi l’accordo quando l’attività cresce o cambi regime.

Fonti

  1. Decreto-legge 1/2012, art. 9 - Abrogazione delle tariffe e preventivo (Normattiva)
  2. Fiscozen - Costo dell'apertura di una partita IVA dal commercialista (agosto 2026)
  3. Money.it - Quanto costa aprire una SRL: costi annui di gestione (luglio 2026)
  4. Agenzia delle Entrate - Locazioni brevi: disciplina fiscale e regole per gli intermediari (aprile 2026)

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