Skip

Si paga l'IMU su una casa in affitto breve?

Aggiornato il ·

In breve

Sì, se non è la tua abitazione principale. La seconda casa affittata per brevi periodi paga l'IMU come le altre: rendita catastale rivalutata del 5% per 160, per l'aliquota decisa dal Comune (di regola fino all'1,06%, in alcuni Comuni fino all'1,14%). La cedolare secca non sostituisce l'IMU e l'IMU non si scala dagli affitti.

L’IMU è l’imposta comunale sul possesso degli immobili. Non dipende da come usi la casa ma dal fatto che la possiedi: quindi una casa affittata a turisti la paga come qualsiasi seconda casa. Vediamo come si calcola e cosa cambia (poco) rispetto agli altri affitti.

Chi la paga?

Il proprietario, o chi ha un altro diritto reale come l’usufrutto. Non la paga chi subaffitta o ha la casa in comodato: resta a carico del proprietario.

Quando non si paga?

Sull’abitazione principale, cioè la casa dove tu e la tua famiglia avete la residenza anagrafica e la dimora abituale, salvo le categorie di lusso A/1, A/8 e A/9. Se affitti per brevi periodi una casa diversa da quella in cui vivi, l’esenzione non c’entra.

Il caso di chi affitta una stanza della casa in cui abita, o la propria casa per pochi giorni mentre è via, è diverso: la casa resta in genere abitazione principale, ma conviene verificare il regolamento del proprio Comune.

Come si calcola?

Due passaggi:

  1. Base imponibile: rendita catastale × 1,05 × 160 (per le abitazioni del gruppo A, tranne A/10).
  2. Imposta: base imponibile × aliquota del Comune.

Per le case diverse dall’abitazione principale la legge fissa un’aliquota di base dello 0,86%. Il Comune può ridurla fino a zero o aumentarla fino all’1,06%, e in alcuni casi fino all’1,14%. Le aliquote del tuo Comune sono pubblicate sul sito del Dipartimento delle Finanze.

Ci sono sconti per chi affitta?

La riduzione al 75% prevista dalla legge riguarda le case affittate a canone concordato, con i contratti della legge 431/1998. Le locazioni brevi non rientrano in questo caso. Alcuni Comuni possono prevedere aliquote diverse per specifiche situazioni: controlla il prospetto delle aliquote del tuo Comune.

La cedolare secca sostituisce l’IMU?

No. La cedolare sostituisce IRPEF, addizionali e, per i contratti registrati, registro e bollo. L’IMU resta dovuta. E non si può nemmeno togliere dagli incassi: con la cedolare nessuna spesa si deduce.

Quando si paga?

In due rate: acconto entro il 16 giugno e saldo entro il 16 dicembre, con F24. Si può anche pagare tutto in un’unica soluzione entro il 16 giugno. Se possiedi la casa solo per una parte dell’anno o in quota, l’imposta si calcola in proporzione a mesi e quota.

Un esempio

Alessandro ha un bilocale con rendita catastale di 700 euro che affitta per brevi periodi. Base imponibile: 700 × 1,05 × 160 = 117.600 euro. Se il suo Comune applica l’1,06% alle seconde case, l’IMU è di circa 1.247 euro l’anno: circa 623 euro a giugno e 623 a dicembre. L’aliquota è un’ipotesi: va controllata nella delibera del Comune.

In pratica

  • Recupera la rendita catastale dalla visura della casa.
  • Trova l’aliquota del tuo Comune sul sito del Dipartimento delle Finanze.
  • Calcola: rendita × 1,05 × 160 × aliquota.
  • Paga acconto entro il 16 giugno e saldo entro il 16 dicembre.
  • Ricorda che l’IMU è un costo fisso: mettila nel conto del rendimento.

Fonti

  1. Dipartimento delle Finanze - IMU, aliquote e margini dei Comuni
  2. Dipartimento delle Finanze - IMU, base imponibile
  3. Dipartimento delle Finanze - IMU, abitazione principale
  4. Dipartimento delle Finanze - IMU, versamenti

Domande collegate